mercoledì 4 aprile 2012

Guardare la luna, non il dito

Mentre il dibattito sul quinto conto energia si infuoca e l’opinione pubblica ancora una volta riconduce il prossimo salasso nelle bollette di luce e gas al sostegno alle rinnovabili, voglio subito mettere in chiaro alcune cose: l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha spiegato che l’aumento del costo dell’elettricità a partire da aprile almeno per ora non comprende l’aggiornamento per gli incentivi diretti alle fonti pulite. In secondo luogo, come ha già detto il ministro per l’Ambiente Corrado Clini, non si possono sempre sottolineare i costi delle rinnovabili e “ignorare i vantaggi in termini di aumento dell’occupazione, incremento del prodotto interno lordo, aumento del gettito fiscale e diminuzione del picco diurno della domanda”. E, aggiungo io, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (calcolata in 83 milioni di tonnellate al 2030).

Insomma, apriamo bene gli occhi, sennò rischiamo di guardare il dito e non la luna.

A questo proposito, è uscito in questi giorni un disegno di legge che punta ad alleggerire la bolletta degli italiani, senza penalizzare le rinnovabili.

È firmato da due senatori del Partito Democratico che mettono in luce come i 4 miliardi di costi nelle nostre bollette energetiche riguardino voci che non hanno assolutamente a che fare con le rinnovabili.

Stiamo pagando, ad esempio, per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i sussidi alle acciaierie, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie. Costi che andrebbero tolti al più presto dalle bollette. Anche il ministro è d’accordo: le bollette vanno ripulite dal Cip6 e dagli sconti concessi alle grandi aziende energivore.

Il disegno di legge punta inoltre ad eliminare l’Iva dall’incentivazione alle rinnovabili: non si tratta infatti di un acquisto di beni o servizi, ma di un meccanismo incentivante.

Non si dice mai infine che il fotovoltaico ha fatto risparmiare nel 2011 ben 400 milioni di euro grazie all’effetto peak shaving, con la conseguenza cioè di calmierare i prezzi nelle ore di picco. In prospettiva questo valore è destinato a crescere e anche il bilancio costi-benefici delle rinnovabili a migliorare. Dunque meno allarmismo e più concretezza, diciamo le cose come stanno.

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