giovedì 15 marzo 2012

Se l'economia imitasse la natura

Foto: "Don't forget to recycle" by Pylon757 (Flickr)
Gli scarti biologici dell’agricoltura sarebbero in grado di produrre 10 Mtep di energia primaria, cioè la metà dell’energia prodotta attualmente da fonti rinnovabili e il 5 per cento dei consumi italiani. Non male, non trovate?

A dirlo è l’Osservatorio Agroenergia - I sottoprodotti, una ricerca commissionata da EnergEtica e Confagricoltura e presentata di recente alla Mostra Convegno Energie di Tortona.

Il ruolo delle biomasse nella produzione di energia è destinato ad assicurare un contributo sempre più importante negli obiettivi di diminuzione delle emissioni di gas ad effetto serra, così come previsto dal protocollo di Kyoto e dalla strategia del 20-20-20.

Energia dai rifiuti: in fondo è quel che predica lo stesso Gunter Pauli, autore di “Blue Economy”. Ispirandosi alla natura, spiega Pauli, è possibile elaborare un modello di sviluppo sostenibile, economicamente vantaggioso e rispettoso dell’ambiente.

Nel suo testo di culto, l’economista e imprenditore spiega che la natura è un sistema perfettamente efficiente, da cui prendere spunto per risolvere i problemi del nostro pianeta. Un sistema che non produce rifiuti, ma riutilizza la materia ottimizzando risorse ed energia.

Ecco perché, per realizzare una vera “economia blu” dovremmo imitare il cuore della balena che pompa sangue per 80 anni con appena 6 volt, produrre cellulari senza batteria che si caricano con il calore del corpo e le vibrazioni della voce, coltivare funghi sui fondi di caffè e sostituire le lame in metallo dei rasoi usa-e-getta con fili di seta.

Anche il riutilizzo degli scarti biologici provenienti dall’agricoltura per produrre energia rientra pienamente in questa filosofia. E Investire in questo comparto significa dare un’iniezione al mercato del lavoro. Lo sviluppo delle filiere agroenergetiche in Italia potrebbe avere delle ricadute occupazionali molto positive per il comparto industriale e agricolo, con circa 75 mila nuovi posti di lavoro entro il 2020.

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