venerdì 23 marzo 2012

Austerità non fa rima con sviluppo


"Earth day - Seamless pattern" by Patrick Hoesly (Flickr)
L’austerità che non fa progredire il Paese. Mi ha colpito molto l’articolo apparso su Qualenergia, che a sua volta cita Le Monde. Si tratta di una riflessione su come l’Italia stia perdendo di vista una strategia complessa a favore invece di un programma che punta sulle riforme strutturali invece di investire nell’innovazione e, perché no, nelle energie rinnovabili.

Le Monde, di recente, ha aspramente criticato le scelte messe in campo dall’Europa per rispondere alla crisi. Quel che viene evidenziato dal quotidiano francese, ad esempio, è il fatto che il nostro paese sia estremamente vulnerabile agli shock sui mercati mondiali, in quanto forte importatore di materie prime.

Secondo tre autorevoli personaggi dell’economia europea, Nicholas Stern, della London School of Economics, Laurence Tubiana, direttrice dell’Institut du développement durable e des relations internationales e Teresa Ribeira, ex segretaria di Stato spagnola incaricata del cambiamento climatico, sono d’accordo nell’affermare che sia arrivato il momento di investire nell’uso efficiente delle risorse, in altre parole nella green economy.

Come? Innovazione (anche con l’aiuto delle istituzioni), iniziative pubbliche per attivare investimenti nell’infrastruttura verde e una riforma fiscale ecologica che potrebbe aiutare a risanare i conti pubblici.

Insomma, una visione ampia al posto di programmi a corto raggio “che in sé hanno i germi delle crisi di domani”.

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