mercoledì 1 febbraio 2012

Un passo avanti, due indietro

L’Italia centra gli obiettivi di efficienza energetica, ci informa il rapporto Enea. Ma guardando nel dettaglio, il nostro Paese è sempre fanalino di coda rispetto al resto d’Europa e soprattutto la contrazione dei consumi energetici ha molto a che fare con la crisi economica e meno con politiche e azioni mirate.

Secondo l’indagine, infatti, l’Italia ha superato di 10 mila GW gli obiettivi del Piano di Azione italiano al 2010, ma il potenziale, spiegano gli esperti, probabilmente era stato sottostimato.

Di fatto, resta ancora molto da fare se ci paragoniamo agli altri Paesi europei, ma ciò che è importante sottolineare è il contributo dato dai cittadini al risultato finale, che seppur da ridimensionare, è comunque un dato positivo. Cittadini che hanno saputo cogliere l’occasione degli incentivi statali e hanno adottato tecnologie innovative per l’efficienza energetica.

Non dobbiamo dimenticare che l’efficienza dev’essere una delle chiavi della strategia per alleggerire la nostra dipendenza dagli approvvigionamenti energetici. E a quanto pare la popolazione è sensibilizzata a sufficienza per capire che è necessaria una svolta a partire da ognuno. L’ultimo report dell’Onu indica come entro il 2030 il mondo avrà bisogno del 45 per cento in più di energia. E senza un piano per lo sviluppo sostenibile, risulteranno compromesse la crescita economica, la tutela ambientale e l’equità sociale.

Oltre all’impegno individuale, però è necessario che dall’alto arrivino obiettivi e limiti vincolanti. Il nostro governo ad esempio deve prima di tutto dare risposte in termini di chiarezza e stabilità normativa al comparto delle rinnovabili già molto penalizzato negli ultimi tempi. Il fotovoltaico, ad esempio, sta attendendo di sapere se saranno 6 o 7 i miliardi del Quarto conto energia. Il rischio è che si allontani l’obiettivo di raggiungere entro il 2016 la grid parity.

E se a volte ci sembra di parlare di un futuro ancora troppo lontano, abituati come siamo a ragionare su orizzonti temporali molto ristretti, mettiamoci almeno nei panni delle generazioni future a cui non possiamo permetterci di scaricare il peso dei nostri ritardi.

2 commenti:

  1. Purtroppo ...come dimostra le bozze degli incentivi del dlgs 28/11, i repentini tagli al FV etc... l'ombra delle "lobby" è sempre presente...
    Il nostro settore è tenuto in piedi solo grazie all'europa...
    un "collega"
    Paolo Donnianni WELT COMPANY

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  2. E oggi, cosa dici Paolo?!?
    Fammi sapere la tua opinione, grazie!

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