giovedì 9 febbraio 2012

Sotto assedio del clima


Snow “explore” by Luis Hernandez - D2k6.es (Flickr) Ultimamente ne sappiamo qualcosa. Basta una nevicata di qualche centimetro e le nostre città diventano impraticabili...con conseguenze dannose sulla vita personale e lavorativa di tutti.

Anche Legambiente è intervenuta di recente per dare l’allarme sulle emergenze climatiche che stanno portando al collasso gli ecosistemi urbani.

Lo ha detto il numero uno dell’associazione: non si può delegare la soluzione di questi problemi alla Protezione Civile. Serve lungimiranza, dobbiamo cambiare il modello di città, smettendola con gli interventi di emergenza che in realtà sono inutili sul lungo termine.

L’efficienza delle nostre città dovrebbe essere la norma. Dobbiamo permettere ai pendolari di muoversi utilizzando treni sicuri e veloci, proteggere gli spazi pubblici e il patrimonio abitativo. Ne va del nostro tempo, dei nostri affari e anche della crescita economica del Paese.

La verità è che le città italiane non hanno sviluppato una corretta rete infrastrutturale a fronte di un aumento esponenziale delle automobili in circolazione, trend che dagli anni ’80 non si è più fermato. Ecco perché al minimo cambiamento dell’ordine delle cose, in presenza di fenomeni climatici improvvisi o estremi, gli equilibri saltano.

Mentre anch’io rimanevo coinvolto nei miei viaggi nel caos creato dalla neve, pensavo alla smart city che sta per sorgere nei pressi di Abu Dhabi. Una città che diventerà il laboratorio per lo sviluppo, l'adozione e l'implementazione delle tecnologie pulite e delle energie verdi, capace di contare esclusivamente sull’energia solare, con un’economia ad emissioni zero e un’ecologia senza rifiuti.

Masdar city sarà completamente auto-alimentata da energie pulite, con pannelli fotovoltaici disposti sui tetti di tutti gli edifici e un enorme impianto poco fuori dal centro. Il suo completamento è previsto per il 2016: per quella data, la città degli Emirati Arabi sarà la sede anche di un numero eccezionale di centri di ricerca e formazione.

E in Italia? Non pretendiamo una città da sogno come questa, ma una a misura d’uomo e a prova di emergenza climatica.

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