mercoledì 25 gennaio 2012

Scongiurato il terremoto normativo

Come il terremoto di questa notte, anche il temuto cambio di rotta per la normativa sugli incentivi al fotovoltaico sui terreni agricoli ha dato una scossa di paura al settore. Di nuovo il rischio di un cambiamento in corso d’opera, come avvenuto quasi un anno fa, tanto da provocare una vera e propria levata di scudi dalle maggiori associazioni del settore. In realtà nel decreto liberalizzazioni firmato ieri sera dal Presidente Napolitano, ci sono alcune modifiche dell’ultima ora, ma non gli stravolgimenti che sembravano all’orizzonte. Verrà mantenuto lo stop dal 24 gennaio agli impianti su terreni agricoli, ma non vi sarà la corsa all’accaparramento dei terreni per l’installazione di impianti, come sembrava fino a ieri. Di fatto vengono mantenute le condizioni già stabilite con il decreto dello scorso marzo: niente estensione del limite di 1 MW, dunque niente erosione dei limiti di spesa stabiliti dal quarto conto energia a scapito di altri tipi di installazioni fotovoltaiche, e scongiurato il pericolo di un’invasione selvaggia di pannelli a deturpare il territorio agricolo.

Tuttavia - nota dolente - prosegue la stretta del credito per gli impianti ad energia rinnovabile. E mentre aprire una linea di finanziamento è diventata una chimera per un terzo delle aziende italiane, come dicono le più recenti indagini, sono gli investimenti esteri ad avere spesso la meglio. I capitali stranieri puntano soprattutto sul fotovoltaico. Gli investimenti in energie rinnovabili sono cresciuti del 124 per cento e confermo, perché la vivo in prima persona, la grande attrattiva dell’estero nei confronti della green economy italiana. Decisamente una nota positiva in questo delicata congiuntura economica. Il richiamo dell’Italia è forte per numerosi investitori stranieri che danno fiducia al nostro Paese, alle sue potenzialità e alla sua vocazione green. Il mercato si sta muovendo e parla straniero.

Foto: Rapeseed and the tree by Aspheric.lens (Flickr)

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