mercoledì 7 dicembre 2011


Sospiro di sollievo. Le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica sono entrate nel decreto “Salva Italia” varato dal governo Monti, la manovra “lacrime e sangue” che ha fatto volare il prezzo della benzina, le rendite catastali, l’addizionale Irpef, reintrodotto l’Ici sulla prima casa, allungato i tempi del pensionamento. E così oltre ai sacrifici che da oggi gli italiani dovranno sopportare, oltre ai provvedimenti con l’accetta previsti dal decreto da 30 miliardi, si registra qualche piccolo passo avanti per la green economy.

Entrato nell’ultimo decreto dell’era Berlusconi e poi sparito improvvisamente, l’incentivo fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica delle abitazioni (utilizzato in questi anni da un milione e 360 mila famiglie, per investimenti pari a oltre 16 miliardi) è riemerso. Si tratta di uno sgravio fiscale del 55% godibile in dieci anni, da chi per esempio deciderà di dare un taglio alla bolletta energetica installando impianti ad energia rinnovabile.

Un’altra buona notizia: sul fronte degli aiuti alle imprese, è stata introdotta la deducibilità dell’Irap sul costo del lavoro ed è stato rafforzato il fondo di garanzia sui prestiti alle piccole e media imprese. Significa, in altre parole, che le banche non avranno più scuse per continuare la stretta creditizia degli ultimi tempi.

Per fare delle rinnovabili il futuro degli investimenti energetici, resta però ancora qualcosa da fare. Si calcoli che il fotovoltaico e la geotermia dovrebbero triplicare per il 2020 il loro rendimento, con il solare termico che avanzerà a passi da gigante.

Il Ministro Clini mantenga quindi l’impegno ad emanare entro la fine dell’anno i due decreti attuativi del decreto Romani riguardanti l’elettrico e il termico. In queste ore il numero uno dell’Ambiente è a Durban dove sta andando in scena la conferenza sul clima per dare un futuro al Protocollo di Kyoto. Ci auguriamo che qualche spunto in più per il caso Italia lo porti a casa. Lui stesso ha dichiarato nei giorni scorsi che sono due le strade da percorrere: una è l’aumento dell’efficienza energetica (produrre di più consumando di meno), l’altra è quella delle fonti rinnovabili, migliorando in particolare le tecnologie per l’uso della fonte solare, «ancora suscettibile di grandi evoluzioni».

Mentre aspettiamo che la green economy diventi davvero il volano per recuperare occupazione e rilanciare il sistema produttivo italiano, ecco qui qualche approfondimento sul decreto.



Foto: Public Domain Photos

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