mercoledì 14 dicembre 2011

Comunicazione green: tra il dire e il fare...

La chiamano greenwashing e indica la tendenza da parte di alcune aziende ad ammantarsi di virtù ambientaliste attraverso azioni che in realtà sono solo di facciata. Del resto, dietro gli annunci ambientalisti, dietro alle campagne pubblicitarie green oriented, quanto genuino è l’interesse nei confronti del Pianeta?

Una recente ricerca di “Green Intelligence” ha dimostrato come due imprese su tre fra quante hanno proposto servizi green nelle loro campagne, in realtà non facciano dei prodotti attenti all’ambiente il loro core business.

Insomma, quello di fare leva su tematiche ecologiche e di sostenibilità, sarebbe per molti perlopiù una strategia accessoria che si affianca alla pubblicità tradizionale.

Spesso però non si tiene conto del fatto che il pubblico si sta facendo sempre più attento ed esigente da questo punto di vista. In altre parole, ai consumatori non basta che ti proclami amico dell’ambiente per trovare la motivazione a comprare di più, serve che lo dimostri con i fatti.

E se il 7 per cento delle aziende italiane si dice “green oriented”, in realtà quando si tratta di promuovere una campagna pubblicitaria la maggior parte di queste non tira fuori l’anima verde tanto sbandierata. Niente di più sbagliato. L’opinione pubblica sta mostrando una sempre maggiore sensibilità a questo tipo di argomenti ed è attenta non soltanto all’impatto che i prodotti hanno sull’ambiente, ma anche ai processi industriali alla base dei prodotti stessi.

A fare eccezione sono le realtà aziendali del mondo dell’energia, dell’alimentare, dell’edilizia e dell’arredamento, che al greenwashing preferiscono una vera e propria comunicazione green a supporto di concrete azioni intraprese in difesa dell’ambiente.

Sembra quasi ci sia una difficoltà a prendersi degli impegni concreti. Un po’ come è accaduto a Durban la scorsa settimana. La Conferenza mondiale sul clima si è risolta in un nulla di fatto, almeno nell’immediato, con la scelta di rinviare ogni decisione importante. Tradotto: ci vorranno ancora 10 anni per giungere ad un accordo. Troppe le opposizioni da parte degli Stati Uniti e dei Paesi emergenti che hanno contestato qualsiasi accordo giuridicamente vincolante.

Che si tratti di scelte aziendali, di comunicazione o diplomatiche, occorre una maggiore responsabilità nei confronti del futuro del nostro Pianeta.



Foto: Blehk - www.flickr.com

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