mercoledì 23 novembre 2011

Rinnovabili con ironia


Promuovere un’idea oltre al prodotto, fare cultura comunicando: è il nuovo orientamento di molte aziende illuminate che danno vita a riviste, organizzano happening e mostre, aprono spazi espositivi. Per far circolare idee e sensibilizzare le persone.

Ancora non esiste una simile proposta sulle energie rinnovabili, ma un’operazione che ho apprezzato è quella che Aper ha ideato di recente. Si tratta di una campagna di informazione spiritosa e intelligente, che ha visto collaborare il vignettista Emilio Giannelli.

Si chiama “Energie senza bugie” e riassume in pochi punti, smentendole, alcune delle false credenze che gli italiani associano al mondo delle rinnovabili, dando conto dei reali costi e benefici delle energie pulite. Voglio prendere spunto da questa mini guida per sfatare alcuni luoghi comuni che rischiano di offuscare la reputazione delle energie verdi.

Al di là di tutti gli allarmismi da cui siamo bombardati, raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili in verità costa ai cittadini come un gelato al mese, come recita uno degli slogan ideati dal gruppo di 480 imprese per spiegare la necessità di credere nelle rinnovabili per stare al passo con l’Europa.

Lo sforzo per triplicare la produzione di energia verde da qui ai prossimi 9 anni, costerà agli italiani circa 9 euro al MW, ovvero l’equivalente di 2 euro al mese.

Spesso è solo una questione di ordine di grandezza. Nel 2010 sono stati spesi per l’incentivazione delle energie rinnovabili circa 3,7 miliardi di euro. Nello stesso anno, per lotterie e scommesse gli italiani hanno sborsato circa 61,4 miliardi di euro.

Nascoste nella bolletta, inoltre, ci sono delle voci di spesa che i più non conoscono. Un esempio? Stiamo pagando ancora il prezzo della dismissione delle centrali nucleari, così come stiamo sostenendo le fonti “assimilabili” alle rinnovabili, cioè i derivati dalla lavorazione del petrolio, infine paghiamo un bonus ai grandi consumatori di energia come compensazione alla disponibilità da loro data a staccarsi di tanto in tanto dalla corrente (cosa che non succede praticamente mai).

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