giovedì 17 novembre 2011

Alla vigilia di un nuovo inizio

Da inguaribile ottimista, sento che ci troviamo alla vigilia di un nuovo inizio. Al neo presidente del consiglio Mario Monti e alla sua squadra di tecnici cui spetterà il compito di traghettare l’Italia fuori dal pantano della crisi, vanno i miei migliori auguri. Perché le scelte che si accingono a fare dovranno essere coraggiose e dare la certezza che si sta davvero cambiando pagina.

Nel risanamento di questo Paese grande parte avranno tutte le decisioni che daranno ossigeno ad un’economia asfittica e ad un mercato del lavoro in grossa sofferenza. Per questo non potranno essere tralasciate le tematiche legate alle energie rinnovabili. L’efficienza energetica può dare una mano a ristabilire i conti. È necessario quindi proseguire sul percorso delle rinnovabili, considerando che l’Italia sta raggiungendo l’importante traguardo di 20mila MW di potenza installata da rinnovabili, solo considerando solare ed eolico.

Inoltre, ora conosciamo l’esatta ripartizione a livello regionale degli obiettivi di sviluppo delle energie pulite al 2020. Sul filo di lana, l’esecutivo uscente ha varato due decreti in tema di energia. Uno di questi riguarda proprio il burden sharing. Cosa significa? Che ogni regione vede fissate, nero su bianco, le proprie quote di energia da fonte rinnovabile da raggiungere nel quadro degli obiettivi nazionali.

Più alti sono i valori, più grandi sono le potenzialità inespresse del territorio. Il decreto assegna la percentuale più alta, il 52,1% entro il 2020, alla Valle D'Aosta, seguita dalle Provincie autonome di Bolzano (36,5%) e di Trento (35,5%). Al centro-sud, invece, spiccano le quote di Molise e Basilicata, a cui toccano rispettivamente percentuali del 35 e del 33,1%. Molto meno ambiziosi gli obiettivi del Veneto, dal quale si pretende una percentuale del 10,3%.

Le regioni dovranno rivedere e consolidare i criteri di utilizzo del territorio nell’ottica dello sviluppo di impianti e tecnologie green. In generale poi, dovremo sostituire quote crescenti di gas metano con biogas, puntare sul solare, sull’eolico, sviluppare la geotermia.

Un traguardo importante, quello del burden sharing, che spero sia foriero di nuovi impegni in tal senso da parte del governo appena insediatosi. Occorre recuperare i gravi ritardi accumulati nel settore delle rinnovabili, non ultima la definizione di un Piano energetico nazionale che da tempo invochiamo. Buon lavoro, governo Monti!





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