mercoledì 12 ottobre 2011

Affamati e folli: omaggio a Steve Jobs

Siate affamati, siate folli. È il monito che ha fatto il giro del mondo in questi giorni, dopo la scomparsa di Steve Jobs. Guru, visionario, genio, ma dal mio punto di vista soprattutto grandissimo imprenditore, di quelli che incarnano lo spirito americano, capace di seguire un sogno con tenacia, di osare fino in fondo e anche di risollevarsi dalle piccole o grandi cadute.

Con lui se n’è andato uno dei simboli dell’era digitale, che ha ridisegnato la nostra quotidianità e ha cambiato il nostro modo di guardare al futuro.
In fondo, la sua vocazione è stata innovare, uscire dagli schemi, “think different”, come recitava una memorabile campagna pubblicitaria della Apple. Un binario, quello da lui percorso, parallelo a quello dell’industria delle rinnovabili, fatta di uomini e donne che credono in un futuro sostenibile, in un progresso che non sia slegato dall’attenzione alla qualità della vita, in un modello di sviluppo opposto a quello perseguito finora. 
Occuparsi di rinnovabili, non è forse un modo di essere affamati e folli allo stesso tempo?
Una fame simbolica che percorre il ventunesimo secolo, che anima milioni di persone. Una follia che spinge a battere nuove strade per affrancarsi dalla dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali, costringendo il settore a scontrarsi con le grandi multinazionali del petrolio. È l’eterna battaglia del nuovo contro il vecchio, di chi innova e scommette contro chi conserva, incarnata perfettamente da Jobs e da tutti gli altri geni dell’informatica, ma anche dai pionieri della green economy.
E alle energie rinnovabili oltre che all’ambiente, il Ceo di Apple era in qualche modo vicino. Lo dimostra la scelta di liberare i suoi prodotti dalle sostanze tossiche nocive e quella di ridurre i consumi energetici in vari modi, ad esempio alimentando con le rinnovabili le strutture di Austin, Sacramento e Cork o di realizzare il nuovo campus di Cupertino all’insegna di una coscienza verde.
Dobbiamo avere fiducia nel futuro, diceva Jobs, e non avere paura di pensare con la nostra testa. Insomma, le idee sono il nostro patrimonio più grande. Ognuno ha le sue, io coltivo quelle di un mondo alimentato da energia pulita.

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi un commento...