venerdì 30 settembre 2011

La terra in rosso

Come un conto in banca, dal 27 settembre la Terra è in rosso. È questa la triste scoperta evidenziata dall’organizzazione Global Footprint Network. In pratica, in nove-dieci mesi, il nostro pianeta ha consumato molte più risorse di quanto sia stata in grado di produrne.

Cosa significa questo? Ci sarà un maggiore impatto dei cambiamenti climatici, le foreste dovranno assorbire l’anidride carbonica in più e la qualità dell’aria e degli oceani ne risentirà.

Insomma, abbiamo raggiunto l’Eod (Earth Overshoot Day) e se continuiamo di questo passo avremo presto bisogno di due terre per soddisfare la nostra fame di risorse. Una cifra per tutte: entro la fine dell’anno consumeremo il 135 per cento delle risorse prodotte. A questo risultato ci stiamo avvicinando a passi da gigante.

Tutto per dire che il nostro modello di sviluppo, se qualcuno avesse avuto dei dubbi in merito, sta mettendo a rischio l’intero ecosistema e la nostra stessa sopravvivenza.

Qualcosa deve cambiare, a partire dal basso. Ma anche le buone pratiche che arrivano dai grandi colossi dell’industria sono utili nell’affermare la necessità di una trasformazione del sistema economico verso una direzione di sostenibilità. E allora fa piacere leggere che Google sta investendo 75 milioni di dollari nel fotovoltaico, con un impegno da parte dell’azienda che sale a 850 milione di dollari.

Risentendo della crisi economica che sta investendo l’Italia e l’Europa, la richiesta di petrolio in questo momento storico sta scendendo, a beneficio delle rinnovabili. Vale la pena approfittare di questa opportunità. Potrebbe davvero iniziare una rivoluzione verde.

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