mercoledì 24 agosto 2011

MERCATO DEL LAVORO "IN ROSSO"? NON PER LE PROFESSIONI "VERDI"

La terza rivoluzione industriale, quella legata secondo Jeremy Rifkin all’esplosione delle energie rinnovabili, porta con sé tutto un proliferare di lavori verdi. Ingegneri ambientali, bioagricoltori, promoter specializzati in finanza verde, installatori di impianti fotovoltaici, energy manager: sono solo alcuni dei profili più ricercati degli ultimi anni.

Con un tasso di disoccupazione che in Italia è stabile all’8%, l’unico spiraglio che sembra aprirsi è proprio quello delle professioni green. E l’appeal di questo tipo di figure è provato anche dal continuo sbocciare di motori di ricerca dedicati al reclutamento “green” e dall’avvio da parte di tante università di corsi sempre più specifici, in tema, ad esempio, di biotecnologie o scienze ambientali. Insomma, la domanda come sempre crea l’offerta: è così che tra enti formativi e di servizi, sono in molti a rispondere a queste sollecitazioni del mercato del lavoro.

Secondo alcune stime, sarebbero circa 900 mila gli italiani impiegati nei green job. E in questo promettente quadro, le energie rinnovabili assorbono una parte consistente dei profili verdi grazie all’enorme sviluppo conosciuto negli ultimi anni da queste tecnologie. Si calcola che nel 2010, l’aumento dei posti di lavoro collegati all’industria delle fonti energetiche pulite sia stato del 17 per cento rispetto al 2009. Settori, poi, che concentrano su di sé grandi aspettative sono anche quelli della chimica verde, della bioedilizia e dell’agricoltura.

Il trend è positivo, ma non dimentichiamo che ruolo fondamentale per lo sviluppo di questo tipo di professioni ce l’ha, al solito, la politica. Come avviene in altre parti d’Europa (In Germania, il numero degli occupati nel settore delle rinnovabili corrispondeva, nel 2009, all’intera popolazione di Firenze), la green economy dovrebbe diventare una scelta strategica per consentire al sistema economico, sociale e formativo di agire in un’ottica di condivisione degli obiettivi. Perché l’ambiente diventi un’opportunità.

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