mercoledì 10 agosto 2011

ITALIA, TERRA BACIATA DAL FOTOVOLTAICO

Dubbi sul reale apporto energetico del fotovoltaico in Italia? Il Gse nei giorni scorsi è arrivato a contare ben 9 mila MW di potenza installata su suolo italiano. La cifra continua ad aumentare soprattutto ora che a livello normativo il meccanismo di incentivi è stato definito in modo certo.

In questa sorprendente fotografia dello sviluppo delle tecnologie fotovoltaiche in Italia, è il secondo Conto Energia che ha la meglio, con una potenza incentivata di circa 6 milioni di kW. Siamo invece in attesa di capire quali saranno i riflessi dell’ultimo decreto, anche se per ora sono moltissimi gli impianti rientranti nel quarto Conto Energia che in realtà sono stati avviati con le vecchie tariffe.

A spingere sull’acceleratore degli investimenti nel sole, sono anche i premi rivolti a chi acquista pannelli made in Europe e a chi installa un impianto su una copertura bonificata dall’eternit.

Per promuovere la filiera locale, quella italiana ed europea, riconoscendo ad essa un ruolo strategico, il governo riconosce infatti una maggiorazione del 10 per cento alle tariffe incentivanti. Numerose sono le aziende che si stanno attrezzando - lo sta facendo anche BluEnergyControl con Blucell - per certificare come europei i propri pannelli che potranno così accedere al premio.

E il bonus “anti-eternit” è un’occasione per trasformare una criticità in opportunità, offrendo una tariffa migliorativa (5 centesimi di euro a kW) per chi bonificando un tetto in amianto installa un impianto fotovoltaico.

Tuttavia, al di là di tutte queste misure definite dal Conto Energia, è necessario arrivi presto una strategia energetica nazionale capace di dare una direzione certa allo sviluppo delle rinnovabili in Italia. Il ministro Romani l’ha annunciato alcuni giorni fa: pare che a metà settembre sarà pronta la prima bozza del piano energetico del nostro Paese. Come dice il ministro, è il caso di “proseguire sulla strada intrapresa e con la decisione di adeguare il nostro meccanismo di incentivi a quello degli altri paesi europei, prendendo come modello di riferimento quello tedesco”.

Ma ricordiamoci che la Germania ha messo in piedi un vero e proprio sistema Paese che è il risultato della lungimiranza della sua classe dirigente. Un sistema che investe da sempre nella ricerca, che può contare su un quadro normativo stabile e che ora si è dato un obiettivo ambizioso in tema di rinnovabili.

Non sono portato a credere ai grandi annunci, ma alle piccole azioni, concrete, coerenti e funzionali ad un obiettivo condiviso: in questo caso, la crescita del Paese nel segno dell’efficienza energetica. Stiamo quindi a vedere cosa succederà in settembre.

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi un commento...