mercoledì 20 luglio 2011

L'ANIMA GREEN DELLE PICCOLE IMPRESE

È nelle piccole imprese che si respira più spesso il vento dell’innovazione e si sviluppano le buone pratiche. Lo stavo pensando mentre leggevo la recente indagine di Fondazione Impresa. Secondo questo studio, sono sempre più numerose le aziende italiane che investono in tecnologie a basso impatto ambientale. Il 27,3% delle PMI che ha introdotto sistemi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale ha acquistato macchinari a basso consumo, il 25,8% ha ridotto gli imballaggi o usato materiali riciclati e il 19,2% ha installato pannelli fotovoltaici.

Non solo: quasi un'azienda su tre ha dichiarato di volersi impegnare nei prossimi due anni per la riduzione dell’impatto ambientale. In che modo? Soprattutto attraverso l'installazione di pannelli fotovoltaici. Del resto, investire nelle rinnovabili significa per le aziende dare piena valorizzazione al patrimonio immobiliare e soddisfare il proprio fabbisogno energetico, facendo lievitare al contempo gli utili. Una scelta non soltanto amica della salvaguardia ambientale, ma anche strategica per uscire dall’impasse della crisi.

È ciò che pensa anche un autorevole rappresentante delle Pmi vicentine che ho interpellato per questo Energy Snack. Si tratta di Maurizio Zordan, vice presidente di Apindustria Vicenza con delega all’innovazione, e presidente di Apigreen Energy.

«La crisi degli ultimi tre anni ha portato le aziende a rivedere i paradigmi su cui si era fondato il loro sviluppo - dice Zordan - Per guardare avanti, oltre l’orizzonte giornaliero, si è scelto di abbracciare il tema della sostenibilità, mettendo in atto quelle politiche che servono ad assicurarsi fattori di produzione a costi inferiori. Per questo motivo, considerando che le risorse saranno sempre più costose, la green economy rappresenta una risposta».

Soprattutto, dico io, quando ti permette di diventare autonomo dal punto di vista energetico.

«A proposito del nostro territorio - prosegue il vice presidente - se alcune aziende vicentine, magari destinate ad una sicura chiusura, hanno trovato nella green economy delle nuove occasioni di business, tante altre hanno fatto delle scelte di politica aziendale utilizzando prodotti più legati alla natura e meno al petrolio, materiali certificati dal punto di vista ambientale e ripensando alla gestione dei trasporti. In questo modo, oltre ad affrancarsi dalle fonti energetiche tradizionali, si diventa attori del proprio destino».

E i vantaggi, è logico, si riflettono anche dal punto di vista della vendibilità. I prodotti sostenibili piacciono di più, oltre ad avere un importante valore etico.

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