mercoledì 13 luglio 2011

CONTO ENERGIA PER IL SOLARE TERMICO: ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI

Come annunciato dalle fonti governative nei giorni scorsi, è in arrivo un conto energia per il solare termico. Sarà il segnale di un rinnovato slancio dei piani energetici del nostro Paese? Io me lo auguro davvero. Ma soprattutto spero non si ripeta quanto accaduto per il fotovoltaico, dove i mesi di incertezza prima della definizione di un quadro normativo certo, hanno danneggiato pesantemente l’industria, con conseguenze che sono ancora sotto gli occhi di tutti. Alle parole, dunque, devono seguire azioni concrete e soprattutto rapide. C’è un intero comparto che sta attendendo risposte e l’obiettivo del 20 per cento di rinnovabili al 2020 è sempre più pressante.

Lo sa bene Valeria Verga, Segretario generale di Assolterm, Associazione Italiana Solare Termico, che ho interpellato nei giorni scorsi. La sua associazione ha elaborato una proposta di conto energia che aiuti i ministeri competenti a giungere in tempi rapidi a un livello di dettaglio e che permetta di partire con nuovo incentivo nel gennaio 2012. «L’unica cosa che il nostro settore proprio non si può permettere - ha detto il Segretario Verga - è veder “morire” da una parte le detrazioni fiscali del 55 per cento a fine 2011 senza che si riesca a far partire nei tempi previsti dal decreto, il conto energia».

Il calore pulito ha enormi potenzialità e può giocare un ruolo fondamentale nel quadro degli apporti garantiti dalle rinnovabili al fabbisogno energetico nazionale: «Con un quadro legislativo adeguato, dato il livello di irraggiamento del nostro territorio, potremmo tranquillamente raggiungere nel 2020 1 m2/abitante per soddisfare i soli fabbisogni relativi alla produzione di acqua calda sanitaria. La nostra industria, infatti, presenta già oggi un potenziale di produzione annua di pannelli solari termici di 1 GWth (pari a 1,4 milioni di metri quadrati). Se a questo aggiungiamo gli ingenti fabbisogni termici di alcuni settori, come il residenziale, il terziario, l'industriale, è facile concludere che le potenzialità di questo settore sono molto elevate a fronte di costi decisamente contenuti».

Il solare termico non chiede soltanto aiuti, ma come le altre fonti di energia rinnovabile, una strategia di lungo periodo. È indispensabile tracciare una road map per i prossimi decenni, che indichi anche diversi obiettivi intermedi (la Germania insegna). Sarebbe un modo per dare un segnale forte alle imprese del settore energetico e di conseguenza una boccata d’ossigeno per l’economia del Paese.

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