mercoledì 15 giugno 2011

INVESTIRE NELLE RINNOVABILI: MAI STATO COSÌ FACILE

Impossibile ignorare i segnali positivi che ci circondano. Dopo la vittoria dei sì al referendum, i titoli delle rinnovabili sono schizzati alle stelle e, messa da parte l’opzione nucleare, nuove e importanti prospettive si stanno aprendo per le energie pulite. Le banche? Sono diventate lo specchio di una rinnovata fiducia nel settore green anche alla luce della definizione del sistema di incentivi. Provare per credere.

In questi giorni ho effettuato un piccolo sondaggio interpellando i rappresentanti di alcuni dei principali istituti di credito del Nord Italia. Risultato: I più importanti gruppi bancari riconfermano i loro desk dedicati alle fonti rinnovabili e i pacchetti studiati ad hoc, dedicati agli impianti fotovoltaici, al risparmio energetico, al biogas.

L’orientamento è quello di appoggiare gli investimenti volti all’utilizzo diretto delle fonti rinnovabili e di sostenere i produttori locali, gli artigiani e gli agricoltori, nella logica di favorire l’autoconsumo. In altre parole: fare in modo che l’investimento nelle rinnovabili diventi una fonte di reddito aggiuntiva.

Neanche a dirlo, l’incertezza determinata dal decreto Romani, prima dell’approvazione del Quarto Conto Energia, aveva raffreddato il mercato. Con qualche doverosa eccezione (qualcuno ha continuato ad erogare finanziamenti come se nulla fosse anche nel periodo più critico per il fotovoltaico), anche le banche, nei mesi di passione per il comparto, hanno registrato l’inevitabile scossone. Ma ora le cose sono cambiate.

Alla luce del nuovo sistema di incentivi, gli istituti di credito sono più attenti e favorevoli ai piccoli impianti su tetto, non a caso i più beneficiati dal Quarto Conto Energia.

Insomma, la maggior parte delle banche mostra una totale fiducia nelle energie verdi: addirittura nella valutazione che precede il finanziamento, i più virtuosi non si basano sull’entità degli incentivi del Gse, ma solamente sull’affidabilità creditizia del cliente finale.

“Vediamo una grandissima crescita nel settore - mi ha detto il direttore di filiale di un’importante gruppo bancario - c’è grande entusiasmo. Segnali positivi sono venuti anche dall’esito del referendum. Se continua così riteniamo che la spinta verso le energie pulite sarà fortissima”.

Si sta realizzando un sogno: credere in un futuro più pulito non è più solo una questione di “fede”, ma di reali e inoppugnabili vantaggi.

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