mercoledì 25 maggio 2011

L’innovazione boccheggia, la ricerca latita. Non stupiamoci, siamo in Italia, fanalino di coda dell’intera Europa. Fucina di talenti e cervelli che fuggono all’estero per assicurarsi un futuro sul quale qui non possono scommettere.

Gli investimenti in ricerca - E l’economia come può crescere in un contesto in cui non si valorizza lo sviluppo tecnologico? Gli investimenti in ricerca vedono l’Italia ferma all‘1,23 per cento del Pil, contro il 3,72 per cento della Finlandia, il 3,7 della Svezia e il 2,68 della Germania.

Sono 77 gli atenei che si fregiano di essere università di ricerca ma poi scontano il più basso numero di ricercatori a tempo pieno (3,37 per mille lavoratori in Italia, contro una media dell'Unione di 5,57).

Non siamo competitivi - Tutto questo si riflette sulla competitività delle piccole e medie imprese che di fatto sono lasciate sole a se stesse, anzi addirittura ostacolate. Quel che serve alle aziende è una figura di ricercatore-innovatore, esperto nello scouting tecnologico, in grado di scovare tutte le tecnologie che possono aiutare la crescita del Paese.

Una politica davvero responsabile dovrebbe valorizzare le eccellenze del proprio Paese che spesso risiedono nella piccole e medie industrie, quelle che non smettono di reinvestire nell’impresa stessa i propri utili. Ed è proprio da queste realtà che nascono i progetti più promettenti.

La Silicon Valley veneta - Posso citare ad esempio un’esperienza che conosco da vicino e che è frutto del mio lavoro e di quello del mio staff. Nel nostro piccolo abbiamo brevettato un sistema di minibiogas in grado di adattarsi alle piccole e medie aziende agricole che intendono entrare nel mercato delle rinnovabili utilizzando reflui, liquami o biomasse, e garantirsi così una rendita aggiuntiva attraverso la produzione di energia. E abbiamo creduto nell’innovazione anche quando abbiamo messo a punto Bluwave, un dispositivo per ottimizzare la resa degli impianti fotovoltaici. Il nostro territorio pullula di aziende, come la mia, che operano nel settore delle tecnologie verdi con risultati all’avanguardia. Allora perché non dare vita ad un centro di ricerca avanzata che promuova la nascita e lo sviluppo di aziende ad alto contenuto tecnologico?

Senza un supporto concreto siamo destinati a vederci sorpassare da Paesi che hanno le nostre stesse potenzialità, ma una competitività maggiore per via del sostegno all’innovazione che viene loro garantito. Dunque, mi appello alla politica: attivatevi adesso, per non perdere il tesoro che avete “in casa”.

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