sabato 12 marzo 2011

Siamo in tanti e agguerriti! Perché non unirci e combattere insieme questa battaglia?
Da una parte un decreto iniquo che getta nell’incertezza un comparto capace di realizzare da solo ben l’1% del Pil nazionale. Dall’altra un esercito di imprese e associazioni di categoria sul piede di guerra: una specie di bomba sotto il cuscino del governo, lo abbiamo dimostrato ieri, in duemila a Roma. 

Per chi ancora avesse avuto qualche dubbio sulla portata di questo disastroso decreto, l’incontro al Teatro Quirino è stata la riprova che il popolo delle rinnovabili è seriamente intenzionato a lottare e a contrapporsi al sistema monopolistico dei principali gestori e distributori delle reti elettriche nazionali. Gli stessi che hanno ispirato quella condanna a morte del fotovoltaico pronunciata dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana.

Andata e ritorno nella capitale in una sola giornata. Ma ne è valsa la pena. Ho parlato con molti colleghi, rilasciato interviste a tv e giornali. È dal Veneto che si stanno levando le proteste più accese: non a caso, visto che qui il comparto dei produttori e installatori del settore sta facendo la parte del leone, impiegando una grossa fetta del totale nazionale degli addetti diretti.
E siccome in queste situazioni, per ottenere dei risultati, la strada dalle parole ai fatti dev’essere breve, vi annuncio l’imminente nascita di una rete di imprese venete del fotovoltaico che propone di mobilitarsi per salvare l’industria fotovoltaica italiana. Un comitato concepito come spazio di confronto e di aggregazione per generare una corretta informazione e le giuste pressioni alla politica, che si riunirà per la prima volta mercoledì 16 marzo a Rovolon (PD). Da parte mia c’è tutto l’interesse a partecipare a questo gruppo di lavoro e poiché credo che oggi più che mai l’unione rappresenti la nostra forza, vi chiedo di segnalarmi le vostre istanze, considerazioni e ragioni che vi portano a dire no a questo decreto; no alla riduzione o azzeramento degli incentivi; no al clima di incertezza che mette a rischio 120 mila addetti e 300 mila famiglie italiane, che ci mette in ridicolo davanti all’Europa e al mondo intero.
Chiedo a voi che seguite il mio EnergySnack settimanale di dirmi se avete voglia di restituire un futuro alle rinnovabili.

Il Ministro dello Sviluppo Paolo Romani incontrerà martedì prossimo gli operatori del settore. Ben vengano i tavoli di concertazione, ma abbiamo comunque il dovere di creare un movimento d’opinione, una sorta di massa critica. Anche per informare chi ancora non è a conoscenza di questo scempio, chi aveva in progetto di investire nel sole e nell’energia pulita e ora sta pensando di fare un passo indietro.

Scrivetemi all’indirizzo marcofiorese@bluenergycontrol.it e fatemi sentire che ce la possiamo fare. Elaboriamo insieme qualche idea. Mi impegnerò a portare le vostre/nostre ragioni in qualsiasi spazio di confronto cui prenderò parte nelle prossime settimane.

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