giovedì 31 marzo 2011





NON SI PUO’ TORNARE INDIETRO: DAL COMUNE DI VENEZIA ARRIVA UN APPELLO A FAVORE DEL FV

Quando dicevo che il popolo delle rinnovabili non si sarebbe arreso, avevo ragione. Ecco qui il video del mio intervento alla conferenza stampa “In difesa del fotovoltaico” che si è tenuta ieri mattina nella sala del Consiglio del Municipio di Mestre. La conferenza, alla quale ho avuto il piacere di essere invitato da AGIRE-Agenzia Veneziana per l’Energia, è stata convocata dall’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Gianfranco Bettin. Obiettivo: lanciare un appello al governo affinché sostenga questa fonte energetica rinnovabile, pulita e ricca di futuro.
Con me, oltre all’assessore, c’erano anche Simone Tola, responsabile di Agire, Anna Bressan, della Direzione Ambiente e Politiche giovanili del Comune di Venezia e Francesco Fiore (Conergy), in qualità di rappresentante della Rete Imprese Venete del Solare.
A completamento del video, vorrei snocciolarvi alcuni dati illustrati da Simone Tola nel suo intervento. Si tratta di numeri che inquadrano il settore fotovoltaico e lo certificano come assoluto volano dell’economia italiana.
Il nostro Paese conta oltre 180 mila impianti allacciati, di cui oltre il 90 per cento è rappresentato da impianti di piccola taglia che sostengono il consumo di famiglie o piccole aziende. Lo stesso Veneto ha più di 24 mila impianti installati!

L’Italia è passata dall’essere una nullità nel fotovoltaico, al ricoprire un ruolo di primissimo piano nel settore. La potenza elettrica prodotta dagli impianti installati dal 2006 ad oggi è equivalente a ciò che potrebbe produrre una delle centrali nucleari che il governo ha in programma di creare.

Gli incentivi, dunque, non sono un costo a perdere. Favoriscono l’occupazione, la ricchezza sul territorio e permettono di evitare l’acquisto di ingenti quantità di carburanti o combustibili dall’estero. In più, garantiscono benefici ambientali e aiutano l’Italia a raggiungere gli obiettivi nel campo della riduzione delle emissioni inquinanti.
A proposito di questo, il nostro Paese sta disattendendo gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Ciò significa che al temine del 2012 saremo costretti a pagare miliardi e miliardi di euro l’anno in sanzioni.

Non solo: se non rispettiamo i limiti di emissioni che ci siamo proposti, dovremo sborsare - per fare il pari con i gas serra che non abbiamo ridotto - ingenti quantità di denaro anche in termini di investimenti all’estero, in aree in via di sviluppo. Pensate che già oggi l’Italia sta pagando ogni anno 300 milioni di euro alla Cina per progetti di sviluppo. Insomma, mentre sosteniamo economicamente lo sviluppo verde del Dragone, inquiniamo il nostro territorio. Una contraddizione tutta italiana.

1 commento:

  1. This blog is bookmarked! I really love the stuff you have put here.

    cheap nolvadex

    RispondiElimina

Scrivi un commento...