mercoledì 16 febbraio 2011

Google apre alle energie rinnovabili, diventando - attraverso Google Energy - investitore e utilizzatore di tecnologie verdi. Greenpeace sfida Facebook a ridurre l’impatto ambientale del proprio datacenter.

Queste notizie che riguardano due indiscussi numeri uno del web, hanno colpito la mia attenzione, suonando decisamente familiari a me e al mio staff. Perché? La svolta green del colosso del search di Mountain View e l’appello che l’associazione ambientalista ha lanciato al social network più diffuso dimostrano il ruolo sempre più fondamentale che la cultura delle rinnovabili riveste anche nel mondo della comunicazione, di internet, dei social network, dell’IT. Come a dire: il carbon footprint sta diventando una variabile importante per definire l’impegno delle multinazionali del web nei confronti della riduzione delle emissioni nocive in atmosfera.

A dire il vero, quello che sta accadendo su larga scala al motore di ricerca più utilizzato al mondo e al social network che conta 500 milioni di utenti, mi ricorda un’esperienza che ho visto nascere nel 2009. Quando l’incontro di due universi, quello del web 2.0 e quello delle energie rinnovabili, si è materializzato sotto l’insegna Energy Life. Si tratta dell’agenzia di comunicazione e marketing che Bluenergycontrol supporta, nella convinzione che comunicare una nuova cultura energetica utilizzando i mezzi offerti da internet sia una scelta vincente. Accanto agli strumenti tradizionali del marketing, Energy Life si avvale, infatti, dei più innovativi canali di comunicazione on line. A dimostrazione che internet e green economy sono destinati ad andare a braccetto.

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