venerdì 31 dicembre 2010

QUANDO LA FORZA D’ANIMO SI UNISCE ALLA SOLIDARIETA’

Con la storia di questa settimana chiudiamo un anno che abbiamo dedicato alle esperienze di persone che stanno cambiando qualche cosa della loro vita, con il loro entusiasmo, i loro sogni, la loro volontà. Ci pare che le grandi ed epocali trasformazioni passino attraverso questo, attraverso le piccole decisioni di ogni giorno, nostre, dei nostri amici e dei nostri conoscenti.
Davide è un ragazzo che, con la sua vicenda e la sua forza d’animo, ben esemplifica un valore per noi davvero molto importante, quello della tenacia nel perseguire i propri sogni e di combattere perchè questi diventino e perchè continuino ad essere realtà. Fino a qualche tempo fa Davide lavorava nel settore delle pelli, cosa peraltro abbastanza comune nella nostra provincia dove esiste un importante distretto di lavorazione conciaria. Il suo sogno era quello di aprire un ristorante e fare quello che sua madre e sua nonna gli avevano insegnato a fare con tanta passione. Cucinare.
Tuttavia aprire un locale in Italia non è una faccenda da poco e gli sono stati necessari diversi mesi di pratiche burocratiche e lungaggini varie per sistemare tutti gli aspetti legali e organizzativi. Finalmente l’8 giugno 2010 Davide inaugura l’Osteria “Dai Omoni” che diventa presto meta di banchetto per la sua numerosa cerchia di amici e conoscenti.
Dopo un’estate di intenso lavoro e un autunno che incalza con alcune bizze metereologiche, il ponte di Ognissanti infligge a Davide e al suo giovane locale il colpo di grazia. In poche ore il ristorante - con i relativi macchinari, frighi, attrezzature - viene letteralmente sommerso dall’ondata di fango e detriti dell’alluvione. In poche ore il sogno di Davide affonda.
La prima reazione è quella di mollare tutto, gettare lo straccio. “Sembravano non esserci altre vie” racconta oggi Davide. Dopo i primi giorni di confusione generale, arrivano però i primi aiuti. Amici, conoscenti, ex clienti e fornitori... mano a mano che l’emergenza rientra una catena umana di solidarietà si stringe attorno a Davide e alla sua famiglia incoraggiandolo ad andare avanti. “Dopo venticinque giorni... venticinque soli giorni abbiamo riaperto - ci racconta oggi il nostro amico - e da allora c’è sempre stato un continuo via vai di persone. Chi era venuto nei giorni successivi all’alluvione per aiutarci a ripulire e a recuperare i macchinari, è poi ritornato come cliente portando con sè amici e conoscenti. Insomma sembra proprio che ce la stiamo facendo” conclude soddisfatto.
La storia di Davide, più ancora del suo ristorante dove abbiamo organizzato la nostra cena aziendale di quest’anno, diventa una storia importante di forza d’animo e solidarietà.
Con queste emozioni bellissime desidero chiudere l’anno augurando a Davide e a tutti voi un 2011 di successo.

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