mercoledì 17 novembre 2010


Una storia davvero speciale, che merita d’essere raccontata è quella di Giampietro. La vicenda di quest’uomo aiuta a capire come l’entusiasmo di una sola persona possa essere contagioso fino al punto di trasformare la realtà circostante. Giampietro, come me, è un perito, che comincia la sua vita professionale occupandosi di problemi tecnici. Nel corso degli anni si interessa di diverse tematiche inventandosi ogni giorno qualcosa di nuovo e “grande”.
La sua passione per la storia contemporanea da vita al primo museo territoriale sulla Grande Guerra. La sua empatia per le vicende umane gli fa scegliere di entrare come guardia a San Vittore, per ascoltare da vicino le storie dei carcerati. Giampietro fonda presto una propria azienda nel settore dell’energia e ad un certo punto si trova immerso in un viaggio destinato a trasformare la propria esistenza.
Lui lo descrive come un tuffo in un mare di sabbia. A bordo di una moto, bardato come un centauro di tutto punto, Giampietro entra in un mondo sconosciuto, quello delle viscere ancestrali del deserto.
Dietro le dune di sabbia, scorge un universo fatto di povertà, di semplicità e di ricchezza emozionale. “Il vero deserto è quello che viviamo noi; qui, nelle nostre città di cemento” recita spesso Giampietro. Da lì in poi la sua vita diventa un richiamo continuo all’Africa, al viaggio in questa dimensione umana autentica e remota. Con alcuni amici motociclisti fonda una Onlus , Energia & Sorrisi, che inizia a raccogliere vestiti, giocattoli, scarpe e attrezzature sanitarie da donare a chi non ha nulla. Energia & Sorrisi acquista jeep e camion per offrire assistenza ai piloti (occidentali) impegnati nei rallye, ma soprattutto insinuarsi nelle zone più remote e portare generi diversi alle popolazioni dell’entroterra africano. Regalando sorrisi...
E’ con questa associazione e con Giampietro che sto preparando il progetto “Sorrisi solari” di FilieraCertaSolare, il gruppo d’acquisto di impianti fotovoltaici che raccoglierà delle quote di adesione per portare attrezzature sanitarie a due ospedali dell’entroterra marocchino.
Di lui, dei suoi amici centauri e di tutti i volontari che lo affiancano nell’organizzazione di questa avventura umanitaria vi parlerò nelle prossime settimane. Intanto è possibile raccogliere informazioni e dare la preadesione all’inziativa che però partirà ufficialmente solo a gennaio prossimo.

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