venerdì 21 maggio 2010

Regione Veneto, finalmente alcune belle semplificazioni



Una recente delibera regionale fa luce sull'iter autorizzativo degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile in Veneto.
Solo un appunto: invece di ingrassare le banche si poteva prevedere un'altra formula.
Mi riferisco alla fidejussione richiesta per la rimessa in pristino dei luoghi adibiti ad impianti biogas, biomassa, fotovoltaici, eolici soggetti ad autorizzazione regionale.


Caspita, esce una norma che va a snellire e chiarire il processo autorizzativo e si insinua l’ennesima richiesta bancaria.
In cuor mio spero che sparisca in qualche modo, ma per il momento dovremmo fare i conti con questa nuova normativa.
Per quanto prematuro cerchiamo di capirne termini e limiti.


La Delibera della Giunta Regionale n. 453 del 02 marzo 2010 inserisce l'obbligo di garanzia bancaria di importo pari alla previsione tecnico-economica delle opere di rimessa in pristino dei luoghi oggetto delle realizzazioni di impianti a biomassa, biogas, fotovoltaici, eolici soggetti ad autorizzazione regionale.


Per questa particolare disposizione sono stati contattati alcuni funzionari regionali per la parte relativa al biogas e al fotovoltaico.


Secondo le loro indicazioni la fidejussione risponde all'art. 12 della 387, che prevede 
“l'obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto esercente a seguito della dismissione dell'impianto.”


1) Personalmente credo che tale obbligo possa essere garantito in altri modi: la richiesta di garanzia fidejussoria, infatti, è un onere che si va ad aggiungere e va ad appesantire, seppur leggermente, il business plan dell'impianto.
 Uno dei funzionari regionali ci ha detto tuttavia di aver avuto parere positivo dal Ministero dello Sviluppo Economico. “Il MSE- ci ha riferito- dovrà emanare un documento di linee guida sulle fonti rinnovabili”. Effettivamente questo documento, atteso da parecchio tempo (6 anni!!!), dovrà fare ulteriore chiarezza sul settore e, ci auguriamo, dovrà dare maggiore uniformità e coerenza ai provvedimenti regionali.
 Riguardo allo schema di fidejussione che la Regione dovrà predisporre secondo questo nuovo provvedimento, non abbiamo avuto  informazioni. 
Ho fatto una breve indagine personale presso altre Regioni e guarda caso, non ci sono disposizioni similare!!!
Chissà perché?!!


2) Parlando di autorizzazioni per gli impianti, va segnalato che la Regione Veneto ha semplificato l’iter autorizzativo per la realizzazione degli impianti fotovoltaici, ammettendo la DIA per impianti fino ad 1 MW.
Bella cosa direte?


Lo sarebbe se questo provvedimento fosse in linea con la normativa nazionale...
Alcuni di voi conosceranno forse gli sfortunati casi di Puglia e Calabria che, volendo semplificare il regime autorizzativo degli impianti sopperendo alla carenza delle linee guida nazionali, hanno invaso la competenza nazionale in materia di energia e sono state bocciate da due sentenze della corte costituzionale.
Fortunatamente ed in extremis con una emendamento inserito nel disegno di legge comunitario 2009, il Parlamento è recentemente corso ai ripari e all’art. 17 ha sanato la situazione, permettendo la Dia sotto il MW di potenza di impianto, incoraggiando dunque le procedure di sostegno alle energie alternative.

Semplificare, semplificare, semplificare!


Che dire? Una cosa in particolare:

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per semplificare veramente l'iter se vogliamo raggiungere il 20% di energie rinnovabili!!!


Ricordiamo che entro il 30 giugno anche l’Italia dovrà predisporre il piano nazionale per raggiungere gli obiettivi prefissati di produzione di energia prodotta da fonti alternative entro il 2020.  


Insomma, le semplificazioni sarebbero molte e sono assolutamente fiducioso che riusciremo ad ottenerle!


Perché sono ottimista? 


Perché, quando ho iniziato più di 10 anni fa questo sarebbe stato l'Eldorado e, in fondo, oggi lo è!


Marco Fiorese

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