giovedì 13 maggio 2010

energy snack 5


LA SVOLTA DEL BIOGAS
E’ proprio il caso di dirlo.

Non c’è altro motore energetico in Italia delle realtà imprenditoriali già esistenti!
Non vedo altro commento al recente decreto del Ministero delle politiche agrarie in materia di biomasse che dopo tre anni di attese (dico, 3 anni!) dà ragione alla filosofia innovativa di aziende all’avanguardia e pronte ad aggredire il futuro energetico italiano!
Il governo ha infatti partorito l’atteso decreto attuativo alla legge finanziaria del 2007 che detta le regole per l’incentivazione all’energia elettrica prodotta da impianti a biomasse e biogas attraverso i certificati verdi. 
Il tutto è riassumibile così. 












Se sei un'azienda agricola e riesci a mettere in piedi un impianto di produzione energetica da biomasse, a partire da oggi avrai un’ulteriore possibilità di incentivazione se (tra le altre cose) saprai rispettare anche il principio di 
filiera corta.


Cosa significa questo?
Vuole dire che se il tuo impianto si alimenterà con biomasse e biogas recuperate all’interno di un raggio non superiore a 70 Km dalla tua “centrale” di produzione di energia elettrica, lo Stato ti premierà con il rilascio di certificati verdi maggiorati di un “coefficiente moltiplicativo K”.
Stringendo il campo di azione al biogas, la politica si è dunque accorta che: 
le aziende agricole potenzialmente interessate al settore in Italia sono, secondo i dati Istat 2007, più di 30.000;
  • nonostante ciò, nel nostro Paese , gli impianti a biogas a digestione anaerobica alimentati con matrici agricole sono meno di 300 (indagine Aper 2009);
  • i principali impedimenti al decollo del sistema sono la grande dimensione degli impianti proposti sul mercato, il costo elevato e la necessità di alimentare un grande impianto con grossi quantitativi di biomasse (un investimento dunque sostenibile solo se si è una grande azienda o si partecipa ad un consorzio di più aziende);
  • in Italia, su circa 1.000 aziende agricole capaci di sostenere grossi impianti, sono circa 20.000 le aziende i piccole-medie dimensioni capaci di sostenere impianti più piccoli e rispettosi (in virtù proprio delle loro dimensioni) del principio di filiera corta.
Quindi, via con l’incentivazione alla filiera corta e alla tracciabilità delle biomasse. In una parola sola, via con Lilliput! 


Cos’è Lilliput?
Semplice. E’ la risposta sul mercato di quanto proposto dal nuovo decreto ministeriale.
Primo prodotto di Minibiogas, Lilliput é infatti la soluzione (brevettata da Bluenergycontrol) per le piccole medie aziende italiane che: 
  1. vogliono “tutto fatto in casa”,ossia in una politica di filiera corta desiderano gestire in autonomia la loro produzione di energia alimentata tranquillamente dai loro reflui o scarti aziendali; 
  2. vogliono “una vita semplice”, con tempi brevi di avviamento, funzionamento e meccanismi certi di incentivazione;
  3. credono nei vantaggi ambientali e investono nell’innovazione per migliorare la qualità della propria azienda (meno odori dovuti alle deiezioni e migliore spandimento nei campi grazie ad un digestato stabilizzato.
In una parola: 
 “Quando il mercato sposa l’innovazione, 
i numeri riescono a far girare anche la testa dei politici!” 
 (Marco Fiorese)

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