mercoledì 28 aprile 2010

ENERGYSNACK 3!

COME PAGO?

Lasciatemelo dire: nulla, o quasi, nella vita si può concludere senza soldi.
Dicendo così non voglio fare una affermazione di pregio o difetto. E’ semplicemente una constatazione. Per quanto continuiamo a ripeterci che i soldi non sono tutto, in realtà le cose stanno in ben altro modo.
Come già sai dal mio libro “Il Sole è rotondo”, ho lavorato per anni in Tanzania come volontario. Dopo questa esperienza ho fondato a Vicenza una associazione (Onlus Pangea) che oggi grazie all’apporto di molti volenterosi ha raggiunto traguardi importanti nel finanziamento diretto di progetti di sviluppo in quel paese africano.



Perché ti racconto questo?


Perché è proprio nel volontariato che ho capito la profonda contraddizione tra chi sostiene che “i soldi non sono tutto nella vita” e chi invece sogna di avere dei soldi per “creare tutto dal niente della sua vita”.
E’ inutile prenderci in giro! Ci vuole denaro per costruire un ospedale in Tanzania. Ci vogliono soldi per preparare i medici africani al loro compito difficile di ospedalizzazione e ci vuole denaro per avviare una campagna come si deve sull’uso del preservativo in zone del mondo annientate dal virus dell’AIDS. E per quanto la cosa possa dare fastidio ai più puri di spirito, sono i soldi e non l’amore da solo a dare da mangiare a bambini orfani e malati di ogni paese in via di sviluppo.

La verità, per come la vedo io, è che tutti i nostri sogni, volenti o meno, approdano prima o poi a questo punto: alla possibilità economica o meno di sostenerli.

Ecco perché in ogni mio libro preferisco partire dall’argomento che ogni mio concorrente preferisce lasciare per ultimo: il costo!
Quanto mi costa investire nel mio sogno ecologico? Posso permettermi una spesa, oggi, adesso, sulle tecnologie rinnovabili?


Voglio raccontarti un aneddoto.



I miei genitori non hanno mai avuto l’automobile. Non potevano permettersela. Immagina quale è stato il mio primo acquisto appena ho potuto sostenermi da solo? Esatto: un auto. Una vecchia, scassata ma per me pur sempre mitica Giulietta Alfa Romeo grigia scrostata! Aveva più di 10 anni, 3 passaggi di proprietà, il motore che avrà avuto 300.000 km (ne segnava solo 75.000) e che ad ogni avvio mi dava qualche sorpresa. Ma quanto era bella. Per me, ovvio.

Dopo qualche anno di imprevisti per le strade (bisognerebbe chiedere ai miei amici quante volte sono venuti a raccattarmi in giro!) giunse il momento fatidico: il motore si fuse e io iniziai a guardarmi intorno. Andai a fare un giro per qualche concessionario d’auto.








La scelta ricadde su una Golf, fiammante davvero questa volta, ma al momento del conto l’imbarazzo era evidente. Le scelte erano due:

metter mano a tutti i miei risparmi e azzerare il mio conto corrente, come fatto per la Giulietta qualche anno prima (modello, metti via e poi spendi tutto);
chiedere un prestito bancario e pagarne gli interessi negli anni (modello, tieni il tuo gruzzolo e compra con i soldi di un altro).


Fu il venditore Alfa a decidere per me. “Ragazzo, compila questi moduli - mi disse-. E io i soldi me li vado a prendere in banca, non preoccuparti!”
Che gentile!
Tuttavia, come puoi ben immaginare, la cosa funzionò. Oggi giorno siamo più abituati a questo tipo di compravendita. Penso che pochi comprino oggetto di un certo importo ancora mettendo euro su euro al momento della cassa. Colpa della crisi economica, certo. Ma colpa anche di una mentalità che con gli anni è divenuta abitudinaria. Per quanto ognuno di noi sappia infatti che un finanziamento conviene più a chi lo dà che a chi lo riceve (in termini di ritorno commerciale e percentuale sugli interessi), tuttavia abbiamo colto un punto importante: anche a noi il passaggio conviene.



Come?

Facendo subito quello che non possiamo permetterci a breve tempo (previo svuotamento integrale delle nostre tasche). E godendo dei nostri risparmi in modo più consapevole e duraturo (certo non ricadendo su una Giulietta sgangherata e subito in panne).


Nel mondo delle rinnovabili il concetto non cambia. Anzi, è ancora più interessante!

Perché?

Perché il tuo investimento, che magari ti ha richiesto un finanziamento e quindi un interesse bancario, ti genera comunque un reddito!


Esatto. Hai capito bene. Un reddito.

Investire nelle rinnovabili non è come investire in un’auto. Dopo un anno, il “motore” non è svalutato. Anzi. Dal primo giorno in cui lo installerai, il tuo investimento genererà una rendita (l’energia) in misura sufficiente da ripagare per te le rate del prestito e gli interessi bancari. E continuerà a riempire le tue tasche anche dopo aver chiuso i conti con il finanziamento, dando vita ad una piccola pensione aggiuntiva per te e per la tua famiglia.




E l’auto che tuo figlio ti chiede ininterrottamente da mesi, allora? Comprala, appena puoi, come vuoi e senza limiti.
Il tuo vero investimento per la vita l’hai già compiuto con le tecnologie rinnovabili.






E’ la mente che fa sani o malati, che rende tristi o infelici, ricchi o poveri.
EDMUND SPENSER

La ricchezza nasce dalla capacità dell’uomo di pensare.
AYN RAND

1 commento:

  1. grazie per la visita sul mio blog.. e complimentoni per il tuo. abbiamo molte cose in comune. ciaoooo

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