martedì 9 ottobre 2012

Segnali di positività nel fotovoltaico

Commenta
Condivido questo articolo del Sole 24 Ore:




http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-10-01/rinnovabili-crisi-produttori-globale-152254.shtml?uuid=Abt4EhmG


buona lettura,

Marco

Continua...

martedì 10 luglio 2012

Diritto all’informazione. Corretta.

Commenta

Corriere della Sera, edizione digitale. Venerdì 6 luglio 2012, tardo pomeriggio. In prima pagina, a metà, verso il basso, nella sezione “Corriere TV”, è presente un titolo che mi attira: “Energie rinnovabili, Padova prima in Europa”. È un video che mostra l’immagine della bellissima piazza di Prato della Valle, uno dei simboli della città.
Mi attira la notizia e voglio approfondirla, capirne di più. Un po’ perché seguo il bel mondo delle rinnovabili e un po’ perché ho studiato e vissuto a Padova per metà degli anni della mia vita; insomma non sono padovano ma la città - un po’ - la conosco.
Il video dura circa un minuto e mezzo. Racconta - in estrema sintesi - che la città universitaria veneta è stata premiata a livello europeo per il suo impegno nella promozione concreta delle fonti rinnovabili. E questo mi pare vero. Non dispongo però di dati e della possibilità di fare confronti con altri cittadine italiane o europee simili. Il premio è quello della categoria delle città europee con oltre i 100mila abitanti.
Il video è accompagnato anche da un breve testo, in calce alla medesima pagina, che ne riassume il contenuto.
La parte finale del testo dice: «Nel confronto tra paesi, ottima la performance dell'Italia sul fronte del fotovoltaico: nel 2011 ha conquistato il primo posto per capacità installata, passando da 2.326 a 9.280 MW e superando la Germania».
Il video aggiunge in più rispetto al testo: «superando la Germania che si attesta sui 7.500 MW».
Questa affermazione, mi permetto di dire, non è corretta. Riporta numeri che in parte sono giusti ma che sono assegnati a concetti non corrispondenti. O almeno così io ho inteso e capito.
Proprio nelle settimane precedenti avevo avviato la raccolta di dati ed informazioni ufficiali per mettere a confronto i due paesi in questo settore delle energia rinnovabili. 
Partendo dal video, riassumo i dati che possiedo cercando quindi di fare un po’ di chiarezza.
Germania: è e rimane il paese europeo e al mondo con la maggior potenza fotovoltaica installata. La capacità installata alla fine del 2011 è di circa 24.800 MW; l’anno precedente era di circa 17.370 MW con un incremento annuo (2011) quindi di circa 7.500 MW. Ecco il primo dato citato nel video. L’energia elettrica prodotta copre il fabbisogno medio di circa 8,3 milioni di abitazioni tedesche.
In Italia: dal 2011 è il secondo paese in Europa e al mondo per potenza fotovoltaica installata. La capacità installata alla fine del 2011 è di circa 12.764 MW; l’anno precedente era di circa 3.884 MW con uno sbalorditivo incremento annuo (2011) di circa 9.280 MW. Ecco il secondo dato del video. Ma questa non è la potenza installata bensì l’incremento di potenza installata che per lo stesso periodo (2011) è maggiore a quella tedesca ma non la colloca al primo posto come capacità installata come il video e testo lasciavano erroneamente intendere.
Quindi ad oggi, l’Italia ha una potenza installata che è circa la metà rispetto a quella presente in Germania. Niente male per l’Italia, anzi molto bene. Negli ultimi anni L’Italia ha scalato posizioni in classifiche ed ora insegue la Germania. Alla fine di giugno 2012 la potenza installata era di 13.891 MW.
Ecco, questo solo allo scopo di mettere in fila alcuni dati e alcune informazioni. 
Per coloro che non hanno i numeri del settore in testa perché si occupano di altro.
Per coloro che hanno i numeri del settore in testa e che non si ri-trovano con i dati forniti, raccontati o scritti. Pensando quindi di avere fatto degli errori di valutazione e calcolo.
Per il diritto all’informazione. Corretta e alla luce del sole.

Eliseo Antonini
10 luglio 2010
ARCHIVIO: CORRIERE TV
Testo in coda al video.
Padova si è aggiudicata la palma della Res Champions League 2012, il campionato europeo per le energie rinnovabili che premia le migliori performance sulle fonti pulite e le politiche energetiche locali. È risultata la migliore nella categoria delle grandi città, oltre i 100mila residenti, e si è aggiudicata un riconoscimento anche Grosseto che si è qualificata seconda nella categoria dei comuni di medie dimensioni. Nel confronto tra Paesi, ottima la performance dell'Italia sul fronte del fotovoltaico: nel 2011 ha conquistato il primo posto per capacità installata, passando da 2.326 a 9.280 MW e superando la Germania.

Continua...

martedì 5 giugno 2012

UE RICHIAMA ITALIA sul DECRETO RINNOVABILI... rispondi Italia...

Commenta
Sembra che la UE voglia bocciare il nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo economico che riforma il sistema di incentivi per le energie rinnovabili (Biomasse, Biogas, Idroelettrico, Eolico, ecc.).

Punta il dito su un problema fondamentale: il sistema dei registri che va ad appesantire già il "clima finanziario difficile".

Ci credo, i registri distruggono la programmazione dei lavori e creano buchi nei quali le aziende costruttrici e gli investitori non possono far girare l'economia!

In discussione domani alla riunione Stato Regioni.

Teniamoci aggiornati....
Continua...

sabato 2 giugno 2012

TEMPISTICHE A FAVORE DELLA CRISI

Commenta


Questa è una classica condizione che può pervenire per l'allacciamento di un impianto di produzione da un MW scarso.
L'Ente di distribuzione di energia elettrica nel preventivo IMPONE questi tempi di allacciamento.

Questo serve solo per attaccare "il cavo" ad un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile da 1MW circa.
Per realizzare questo impianto avrebbero potuto lavorare immediatamente centinaia di persone.

In Cina ho visto una fabbrica nascere ed essere produttiva in sei mesi.

...e ci chiediamo come uscire dalla crisi nel nostro paese dopo che da noi ci vogliono più di 15 mesi per attaccare un cavo ad un impianto??

Riflettiamo!!

Marco Fiorese
Continua...

domenica 27 maggio 2012

Ministro Clini, la TV e l'ambiente

Commenta

Gent. Ministro Clini,
sono veramente deluso dalle stronzate che è riuscito a dire in 3’ di trasmissione, questa sera su RAI 1. 
Dice, tutto fiero, che riuscirà a creare 70.000 posti di lavoro sul settore ambientale quando quest’anno ne sta eliminando 100.000 sul settore del fotovoltaico.
Mi dica, il fotovoltaico non è una questione ambientale? Non è un settore che stava alimentando economicamente altri settori ambientali e di ricerca? 
Io, nel mio piccolo, sono riuscito a creare il Lilliput, il minibiogas per piccole aziende agricole!
Tutto fiero dice in TV che i nuovi posti di lavoro saranno occupati soprattutto da ragazzi con un’età inferiore ai 35 anni…
lo sa che coloro che stanno perdendo il posto sul settore fotovoltaico hanno appunto questa età?
Guardi, con tutto il rispetto e tutta la stima che ho per l’Italia, sono schifato!
Dopo personali 14 anni di sforzi (ho iniziato nel ’98 con il fotovoltaico e il biogas) sono profondamente deluso dalla vostra incapacità di programmazione e, a questo punto, di ipocrisia.
Sono anche deluso da Lei, permetta. 
Io che quando ho sentito il suo nome come candidato al Ministro dell'Ambiente, ho fatto i salti di gioia. La considero infatti una persona molto competente in materia.
Veda il mio post in questo stesso blog… che delusione ministro….
Si rende conto che 100.000 posti di lavoro sul fotovoltaico stanno iniziando a saltare…?
Convinto che una sua risposta in proposito non arriverà mai, la saluto comunque con rispetto. Deluso, ma ancora la rispetto.
Questa è solo la mia opinione personale!
Marco Fiorese

Continua...

venerdì 25 maggio 2012

Verso un ripensamento

Commenta

Che la strada sia quella di una revisione dei testi sul quinto conto energia e sulle rinnovabili elettriche sembra sia ormai certo. Nei giorni scorsi, infatti, il Senato ha detto sì a tutte le mozioni presentate sulla normativa riguardante le rinnovabili italiane e i loro meccanismi di incentivazione.
Diversi gli interventi che si sono susseguiti in aula. Se da una parte è stata espressa soddisfazione per il cambiamento di rotta del Governo, dall’altra c’è sempre preoccupazione per l’assenza di una politica energetica.
Ciò che si chiede in questo momento è prima di tutto un tavolo di confronto tra Governo e operatori. I sistemi di sostegno infatti vanno calibrati tenendo conto delle ricadute sul sistema produttivo nazionale sull’ambiente e sull’occupazione. Si chiede anche una proroga dell’applicazione degli incentivi, di rendere più immediato e trasparente agli occhi dei cittadini il legame tra incentivi e costo della bolletta elettrica, di introdurre un bonus fiscale sugli utili reinvestiti in impianti fotovoltaici con tecnologia italiana, di riconfermare il premio per la sostituzione delle coperture in eternit con impianti fotovoltaici e infine di ripristinare il meccanismo dello scambio sul posto fino a 200 kWp che permette di vendere l’energia prodotta da fonti rinnovabili sul libero mercato dell’energia.
Insomma, l’interesse nei confronti dell’argomento resta alto. Rendiamoci conto che le fonti rinnovabili fanno bene al nostro sistema energetico. Ci rendono indipendenti, danno occupazione e contribuiscono a rispettare gli impegni legati al protocollo di Kyoto. Senza contare i benedici per l’ambiente e per il pianeta.

Continua...

giovedì 10 maggio 2012

Energie verdi competitive

Commenta
"Charge" by Harry Willis (Flickr)
Quando in ballo c’è il lavoro di 100 mila persone, una quota di energia elettrica prodotta che è il 26 per cento di quella consumata nel nostro Paese e un saldo positivo import/export di tecnologia pari a 4.667 milioni di euro, non è possibile rimanere in silenzio di fronte alle scelte irresponsabili del nostro governo.

Non l’hanno fatto gli operatori del comparto solare che hanno presentato alle Regioni specifici emendamenti sui decreti ministeriali delle rinnovabili elettriche e del quinto conto energia.

Realtà associative come Azione Energia Solare, Anie-Gifi, Aper, Assosolare, Industrie fotovoltaiche italiane hanno anche rivolto un appello al Presidente del consiglio Monti: chi opera nelle rinnovabili deve avere l’opportunità di potersi confrontare in modo costruttivo con chi sta decidendo il nuovo meccanismo di incentivi.

La ridefinizione dei sistemi di sostegno al fotovoltaico non può essere un’azione che si svolge nel completo isolamento rispetto agli operatori del settore!

Lo si sta sottolineando anche durante questa edizione di Solarexpo alla quale - fatto assai avvilente - se si eccettua l’intervento inaugurale del ministro Clini, non hanno fatto la loro comparsa i vertici governativi.

Insomma, gli interventi sono necessari purché siano intelligenti e in grado di assicurare alle fonti energetiche rinnovabili la giusta competitività. È come se in questo momento avessimo un bellissimo cavallo da corsa che resta fermo ai blocchi di partenza perché non valorizzato nel modo giusto.

Continua...

mercoledì 2 maggio 2012

Il petrolio rende ciechi

Commenta
"Beyond petroleum" by Jurvetson (Flickr)
Era il lontano ’96 quando lessi per la prima volta il libro verde della Commissione europea, uno dei primi documenti con cui l’Europa cercava di dare una veste sostenibile e competitiva ai propri obiettivi energetici. E lo faceva naturalmente mettendo al primo posto il solare e le biomasse.

Fu questo a convincermi della bontà delle mie idee. Le stesse che poi, due anni dopo, mi misero sulla strada delle rinnovabili.

Ora, a distanza di quindici anni, leggo che il ministro Passera ha annunciato il rilancio della produzione nazionale di petrolio e idrocarburi. Insomma, si vuole fare delle fonti fossili il nuovo volano dell’economia italiana.

Trivellazioni contro installazioni di pannelli solari, petrolio e gas contro risparmio energetico e abbattimento delle emissioni nocive.

A quale scopo? Ricavi per 2,5 miliardi, 25 mila nuovi posti di lavoro e la copertura del 20 per cento del fabbisogno energetico nazionale. È per questo che il titolare dello Sviluppo economico mette tra i suoi obiettivi quello di allargare le maglie delle autorizzazioni alle escavazioni.

Ma com'è possibile essere tanto miopi? Come si fa a non avere ancora una visione a lungo raggio dei benefici che un investimento massiccio nelle rinnovabili potrebbe comportare?

In Europa c’è chi rinuncia al petrolio per abbracciare le energie pulite e noi torniamo indietro! Una simile scelta costerebbe la definitiva chiusura delle imprese ora impegnate nelle energie pulite. Per non parlare degli investitori stranieri che se la darebbero a gambe.

Investire negli idrocarburi, infine, significa scommettere su un futuro di due o tre anni. Tale è l’aspettativa di vita delle riserve del nostro sottosuolo.

Se la si vuole mettere sul piano dell’occupazione, inoltre, si sappia che le più recenti stime parlano di 250 mila occupati al 2020 per la green economy, dieci volte tanto le promesse di chi vorrebbe intraprendere la strada dell’oro nero. Facciamo due calcoli e sapremo distinguere chi guarda al futuro da chi rimane impantanato su vecchie logiche che tolgono ossigeno al nostro sviluppo, magari facendo la felicità dei colossi dell’energia.

Continua...

giovedì 19 aprile 2012

Per chi nel solare è in cerca di una bussola

Commenta
"Compass" by Pascal \o/ (Flickr)
Manca meno di un mese all’appuntamento che da qualche anno è crocevia di operatori del fotovoltaico, investitori e in genere della community del solare italiano e globale.

Sto parlando dell’Italian Pv Summit (www.italianpvsummit.com), una delle più autorevoli conferenze internazionali di business intelligence per il mercato e l’industria fotovoltaica. Una top conference che accompagnerà, come ogni anno, il SolarExpo, tra le più importanti manifestazioni fieristiche del solare a livello internazionale.

In un momento come quello attuale, dove si assiste ad un riassetto dell’industria del settore, mi sembra quanto mai necessario un confronto tra pari. Per capire insieme come affrontare il profondo cambiamento che sta investendo il mercato, con i colossi asiatici che avanzano in modo sempre più aggressivo e il vecchio continente, in particolare l’Italia, che vede affievolirsi quella spinta propulsiva legata all’era degli incentivi.

Mai come ora è importante, per noi professionisti del settore, trovare una piattaforma comune dove discutere delle principali questioni legate al solare, a partire dalla recentissima bozza del quinto Conto Energia su cui ho avuto l’opportunità di dire la mia anche oggi al talk show che l’emittente AdaChannel ha dedicato al tema.

Per gli impianti di piccola e piccolissima taglia, per quelli realizzati in sostituzione dell'eternit, per quelli realizzati dai piccoli Comuni (stiamo parlando della fetta più grossa, a livello numerico, dei sistemi di generazione da fonti rinnovabili) ci saranno drastiche penalizzazioni! Questi tagli fanno capire che chi ha ideato questo Conto Energia non ce l’aveva con la bolletta, troppe volte chiamata in causa, ma evidentemente con un modello di consumo energetico democratico, perché alla portata di tutti.

Continua...